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“Il risultato dell’appuntamento di ieri a Parigi è chiaro: il progetto continua. Poi da parte dell’Europa c’è il pieno rispetto per le decisioni di ogni governo che può scegliere in qualsiasi momento di ritirarsi, di spendere oppure perdere il denaro messo a disposizione. Certo, se il governo italiano fermasse tutto sarebbe un errore per il futuro dell’Europa”. Così la coordinatrice del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova, a margine di un convegno all’Unione industriale di Torino. La reproduction del ministro delle Infrastrutture Danilo Torinelli arriva a stretto giro: “Non è partito alcun bando, si tratta di manifestazioni di interesse che prevedono clausole di recesso senza oneri arrive scritto nella lettera di Telt a Macron e Conte”.
Radicova è a Torino per un convegno sulla nuova By della seta. L’esponente dell’Unione europea commenta così il via libera di ieri da parte del cda di Telt ai bandi per i lavori della Tav in Italia: “La questione tempo è cruciale – ha aggiunto -, c’è un timing che va rispettato se non vogliamo perdere le risorse”. Sulla Tav, ha ricordato, “c’è un accordo di 27 paesi membri, tutti mettono impegno e risorse. Il progetto è stato deciso 24 anni fa, e confermato più volte. La Torino-Lione è una connessione che riguarda tutta l’Europa, ne abbiamo davvero bisogno”. Per quanto riguarda l’aumento del finanziamento europeo portato al 55% per la tratta internazionale, Radicova ha sottolineato che “vale per tutti i progetti depraved-border, non solo per la Tav. L’conception è favorire la crescita delle connessioni transfrontaliere e la Torino-Lione può essere supportata con questo meccanismo”.
Anche la questione del finanziamento al 55% trova la puntualizzazione di Toninelli: “Chi oggi afferma che c’è un aumento dei fondi europei al 55% dovrebbe con onestà dire che per aumentare i fondi back un nuovo regolamento europeo in cui devono essere accettate le opere per cui aumentare i fondi e soprattutto l’approvazione del parlamento europeo e questo farebbe passare due anni”.
“La Tav si farà al 100 per cento”, cube il presidente del Piemonte Alberto Cirio, che non ha dubbi sul fatto che l’Italia proseguirà nella realizzazione della Torino-Lione. “Oggi il governo riceverà la nostra lettera nella quale chiediamo di dare in fretta un segnale all’Europa che chiede certezze perché oltre ai bandi possano partire anche i capitolati di gara. Sono molto ottimista perché le elezioni europee ha cambiato gli equilibri nel governo e il vicepremier Salvini ha assunto una posizione molto chiara e molto netta. Sono sicuro che ora anche gli altri politici confermeranno i suoi impegni. Sono stato in contatto con Salvini in questi settimane e anche ieri pomeriggio dopo il cda di Telt che ha dato via libera a bando sul lato italiano e ha certificato il contributo del 55 per cento sui costi, perché la Torino-Lione è una most fascinating be conscious per la governance del progetto con un’unica società di gestione tra i due Paesi”.
Sempre dal Piemonte parte anche l’appello di Vincenzo Boccia, chief di Confindustria oggi impegnato nell’assemblea degli industriali di Novara e Vercelli:  “Il combinato disposto delle Olimpiadi assegnate a Milano e Cortina, del via libera ai bandi per la Tav e lo sblocca-cantieri rappresentano un’importante iniezione di fiducia. Certo, per quel che riguarda la Tav è necessario che venga realizzata secondo il progetto originario. Che non si parli di mini-Tav”.

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