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Tra le persone arrestate c’è un ex ispettore antifrode delle dogane. Le armi, tra cui un missile aria-aria, appartenevano a una serie di soggetti che hanno partecipato alla guerra del Donbass in Ucraina

di F. Q. | 15 Luglio 2019

Venti armi da guerra, tra cui carabine d’assalto di ultima generazione, pistole, munizionamenti e un missile aria-aria sequestrate e tre persone arrestate dalla Polizia in varie città del Nord Italia. È il primo bilancio del blitz dell’Antiterrorismo scattato nei confronti di una serie di soggetti orbitanti nei gruppi dell’estrema destra oltranzista. L’operazione nasce da un’indagine della Digos di Torino relativa advert alcuni combattenti italiani che hanno partecipato alla guerra nel Donbass, in Ucraina.

Tra le persone arrestate c’è Fabio Del Bergiolo, 50 anni, ex ispettore antifrode delle dogane che nel 2001 si technology candidato al Senato, per Forza Nuova, nel collegio di Gallarate. Nella sua abitazione, a Gallarate, è stato trovato un ingente quantitativo di armi da guerra e da sparo di provenienza perlopiù austriaca, tedesca e statunitense oltre a stemmi e cartelli con simbologie naziste. Altre due persone sono attualmente in stato di fermo: si tratta di un cittadino svizzero di 42 anni, Alessandro Michele Aloise Monti, e di un italiano 51enne, Fabio Amalio Bernardi, fermati nei pressi dell’aeroporto di Forlì, entrambi accusati di detenzione e messa in commercio di un missile aria aria in utilizzo alle forze armate del Quatar.  Nell’ambito delle indagini sono stati riscontrati contratti tra uno dei miliziani e un esperto di armi che proponeva l’acquisto, per conto terzi, di un missile del quale venivano trasmesse anche alcune foto attraverso Whatsapp.
L’operazione è in collaborazione con la polizia di Milano, Varese, Pavia, Novara e Forlì, coordinati dalla Polizia di prevenzione – Ucigos. “Si tratta di un’operazione complessa, con un sequestro ingente di armi da guerra con pochi precedenti per la polizia che opera in questo ambito”, ha dichiarato il questore di Torino Giuseppe De Matteis, che ha aggiunto: “Abbiamo delle idee su cosa si potesse fare con il materiale sequestrato ma advert oggi non c’è alcun riscontro che ci consenta di fare ipotesi”. Una riflessione ribadita da Eugenio Spina, dirigente Ucigos, che ha precisato: “Al momento non ci sono elementi che ci facciamo pensare a progettualità eversive“.
Nelle ultime settimane la Digos di Torino ha svolto diversi controlli, da cui sono scaturiti altri sequestri e arresti, nei confronti di gruppi oltranzisti di estrema destra che orbitano intorno al capoluogo piemontese. L’ultimo blitz aveva portato, il 9 luglio scorso, all’arresto del chief di Legio Subalpina Fabio Carlo D’Allio, accusato di apologia di fascismo e detenzione e munizionamento di armi da guerra. 

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