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Il capo politico del Movimento 5stelle Luigi Di Maio difende la sindaca di Torino, Chiara Appendino, e va all’attacco dei consiglieri più oltranzisti, definiti “nemici della contentezza” nella querelle sull’addio al Salone dell’auto. Nella questione, però, si inserisce anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini, che attacca la  prima cittadina torinese: “Anche il Salone dell’Auto scappa da Torino, dopo le Olimpiadi e i ritardi sulla Tav altro danno dei 5Stelle alla città: basta, non si governa solo con i no”, cube il ministro dell’Interno. La risposta arriva da fonti interne ai 5 Stelle, che fanno sapere: “Da Roma alle falsità sugli emendamenti al decreto sicurezza bis, passando per il Salone dell’Auto, l’autonomia, gli attacchi alla Difesa, a Conte. Ogni giorno ce n’è una. Ora basta, non se ne può più, dategli una valeriana”.
Di Maio è arrivato verso le 19, in auto, insieme alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, all’incontro “Riorganizziamoci insieme” organizzato dalla noxious M5s all’Hotel Royal nel capoluogo piemontese. In sala advert aspettarli c’erano alcune centinaia di attivisti. Si sono iscritti a parlare 150 attivisti. Ognuno avrà a disposizione due minuti per il proprio intervento.
Di Maio dà il by libera advert Appendino anche in caso di apertura formale di una crisi: “Oggi Chiara è giustamente molto arrabbiata per un’occasione di investimento che ha perso Torino, in cui ci sono anche responsabilità dei consiglieri M5S di maggioranza. Alcuni giornali dicono addirittura che voglia dimettersi da Sindaco. Qualsiasi decisione prenderà io starò sempre dalla sua parte. Dalla parte di chi, con il buon senso, ogni giorno passa il tempo a costruire una nuova Italia e non a demolire. Facciamole sentire tutti il nostro sostegno” è l’appello che Di Maio affida a un post dal suo profilo Facebook. “Chiara Appendino è una delle donne più coraggiose che abbia mai conosciuto. Quello che ha dovuto affrontare in questi tre anni avrebbe steso una mandria di bufali. Lei non solo ha retto a tutti coloro che le hanno addebitato in maniera violenta responsabilità non sue, ma ha sempre avuto la capacità di reagire per il bene della città –  scrive il leader pentastellato – Ha ereditato dal Pd un comune quasi in default, governato da colui che fu definito “il sindaco più apprezzato d’Italia”. Peccato che nessun giornale avesse mai spiegato agli italiani quanto fosse diventato grande il buco di bilancio con cui Piero Fassino “spendeva e spandeva” soldi pubblici”.

Oltre ai soliti attacchi arriva anche il peana pro Appendino e l’avviso ai consiglieri duri e puri la cui posizione è sempre più a rischio: “Chiara già nel 2016 rappresentava ai miei occhi il futuro del MoVimento, oggi lo è più che mai. Ha sempre avuto una visione di Governo. Ha sempre mirato a governare non per vendicarsi, per attaccare qualcuno o per bloccare qualcosa. Lei ha sempre incarnato la voglia di costruire, evolvere, innovare, investire in nuove persone e nuove energie del Paese – aggiunge Di Maio – In questi anni, nel MoVimento, la visione che ci ha portato al governo delle città e del Paese è sempre stata quella di guardare fuori dal MoVimento, oltre un simbolo o un gruppo ristretto di persone, per accogliere nuove sfide e nuova gente, confrontarsi, evolversi, costruire nuovi legami con parti della società”. Insomma, by libera alla linea governista” di Appendino e give up alle critiche della maggioranza che anche per Di Maio ha responsabilità forti nell’addio del Salone dell’auto: “Esiste sempre una piccola minoranza, che io definisco “i nemici della contentezza”, quella rappresentata da chi preferisce chiudersi e alimentare rancori e tensioni, credendosi portatori della conoscenza divina su cosa significhi “essere del MoVimento” – attacca Di Maio – Chiara Appendino rappresenta il futuro del MoVimento, è un sindaco aperto al dialogo, che lavora ogni giorno per promuovere nuovi investimenti nella sua città, che non vive di pregiudizi, uniqueness delle sue convinzioni. In questo anno posso testimoniare che non è passata una sola settimana in cui Chiara non stimolasse i nostri ministeri a fare meglio su Torino. È grazie a lei se a Torino ci saranno le ATP Finals di tennis, la Casa delle Tecnologie Emergenti, l’dwelling di crisi complessa per il rilancio dell’impresa e tanti altri progetti che sta portando avanti”.
Di Maio, nella sala congressi del Qualys Hotel Royal di corso Regina Margherita, cerca di trovare una mediazione su tanti punti. Nell’intervento iniziale fa un punto sulla situazione del M5s a livello nazionale e locale, illustrando poi le proposte per la riorganizzazione interna. Ma dopo le 5 ore di interventi di attivisti, consiglieri comunali e regionali, sarà inevitabile che nelle conclusioni cerchi una sintesi e una mediazione. Molti dei consiglieri, peraltro assenti o entrati con una deroga perché non si sono registrati, non sono mai stati lontani dalla sindaca reach in questo momento. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il testo sul salone dell’auto al Parco Valentino, depositato più di un anno fa e che porta la firma della vicepresidente del consiglio comunale, Viviana Ferrero, e di altri pentastellati (Daniela Albano, Marina Pollicino, Maura Paoli e Fabio Gosetto), lo zoccolo duro più intransigente su tutte le battaglie, dalla Tav alle Olimpiadi, che Appendino ora sente più distanti. In un primo momento alle esponenti dell’opposizione, Eleonora Artesio (Torino in Comune) e Deborah Montalbano (ex grillina), si generation aggiunto anche l’attuale presidente del consiglio comunale, Francesco Sicari, il cui nome però è scomparso negli ultimi giorni.
La mozione, che Appendino ieri ha detto non avrebbe votato, però aveva il sostegno di quasi tutti i consiglieri 5stelle ed è solo l’ultimo esempio di una luna di miele tra pentastellati e sindaca che si è interrotta bruscamente con la lunga e lacerante vertenza sulle Olimpiadi invernali del 2026, che i consiglieri non volevano riportare in città, se non a certe condizioni, e che invece Appendino pensava fossero un’opportunità. Non è bastata l’assegnazione, tribolata anche questa, della Atp finals di tennis dal 2021, né la battaglia condivisa da giunta e maggioranza per la nuova Ztl, ma che ha alienato advert Appendino le simpatie dei commercianti, per riportare la dart in un gruppo che andrà davanti a Di Maio autenticamente lacerato. Le minacciate dimissioni della sindaca sono arrivate reach una doccia fredda ieri sera, ma tra i consiglieri anche a lei più vicini nessuno per ora si è schierato pubblicamente al suo fianco. Anche questo dovrà considerare il capo politico quando proporrà una soluzione per portare avanti l’amministrazione comunale simbolo per il M5s.

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