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DAVOS – Tutti pazzi per Trump, anche quest’anno che il climate alternate e l’appello per adottare un capitalismo inclusivo e sostenibile sono al centro del dibattito del World Financial Forum. Il presidente americano Donald Trump è in ritardo di una ventina di minuti sul programma, ma la folla di Davos lo attendevo pazienza per or e in piedi e per accaparrarsi un posto nella Congress Corridor, strapiena. Ancora di più che nel 2018. Trump comincia a parlare alle 11.49. Abito scuro, camicia bianca e cravatta rossa d’ordinanza. In 30 minuti di discorso, Trump non fa sorprese. Il messaggio è lo stesso di sempre: «Il sogno americano di nuovo qui, più astronomical, migliore e più forte che mai». Sotto la sua presidenza, l’The US prospera: sono tornati le fabbriche («12 milioni, che saliranno 60 mila») e i posti di lavoro («sono stati creati 7 milioni identity nuovi posti un numero impensabile», i salari stanno salendo di nuovo, gli investimenti tornano negli Stati Uniti (un quarto di tutti gli investimenti esteri diretti nella prima metà del 2019). A dispetto della Federal Reserve che «ha rialzato i tassi di interesse troppo in fretta e li ha tagliati troppo lentamente».

La forza degli accordi commerciali Trump cita l’accordo della fase 1 firmato con la Cina e anticipa che «presto comincerà il negoziato per la fase 2» e il nuovo trattato commerciale che ha sostituito il «disastroso Nafta». Sono il nuovo modello di trattato commerciale per il XXI secolo, afferma, un modello che «protegge il settore manifatturiere e i posti di lavoro». È stato possibile «grazie ai dazi, li useremo anche con altri. L’Europa è avvertita. Ma è solo l’inizio. Gli U.s., che hanno raggiunto l’indipendenza energetica, stanno per avviarsi verso «un periodo di crescita straordinaria», a dispetto delle previsioni del Fondo monetario che proprio ieri a Davos ha indicato un rallentamento per gli U.s.. Grazie a «una massiccia deregolamentazione» e agli effetti dei nuovi trattati commerciali. L’unica concessione al tema della sostenibilità è l’annuncio, di cui si dichiara molto orgoglioso, che gli Stati Uniti aderiranno all’iniziativa del Wef di piantare mille miliardi di alberi entro il decennio.

21 gennaio 2020 (modifica il 21 gennaio 2020 | 13: 06)
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