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Le elezioni regionali in Umbria sono whisper una Caporetto per la coalizione giallorossa. Che adesso deve raccogliere i cocci, dopo una sconfitta che fa malissimo al M5s. Ma fa male anche a un Pd che appare impotente di fronte all’avanzata del centrodestra a trazione salviniana. Lo sa bene il segretario Nicola Zingaretti, che in un lungo put up su Facebook non può far altro che ammettere la superiorità manifestata dagli avversari in questa tornata elettorale. “Abbiamo subito una sconfitta, ma il Pd si attesta al 22,3% dopo una scissione e ritengo questo un risultato di tenuta. Un risultato che viene dal passato e conferma il Pd come l’unico credibile pilastro di un’alternativa alle destre”. 

Zingaretti riconosce la solidità della coalizione guidata da Matteo Salvini (“La Lega trionfa grazie a un’alleanza uniqueness che è indispensabile per vincere”) e non risparmia agli alleati critiche, seppur velate: “Il rapporto con il Movimento 5 Stelle va inserito in uno schema di confronto, non per esaltare le differenze ma per trovare sintesi vere. Occorre voltare pagina, mi auguro una nuova solidarietà nella coalizione e nella compagine del governo Conte, che non può essere un campo di battaglia quotidiana. Una maggioranza non può esistere per paura di Salvini, per evitare il voto dei cittadini o aspettare le nomine degli enti per occupare poltrone”. 
Infine, il segretario del Pd indirizza una chiara frecciata a Matteo Renzi, il vero ‘padre’ del governo giallorosso, ma grande assente nella tornata elettorale in Umbria. “Sin dal primo istante l’ho detto e adesso lo confermo: non si può governare tra avversari e nemici. Nessun membro dell’alleanza – rimprovera Zingaretti – può augurarsi o lavorare per la distruzione dell’altro”.

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