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Il Dipartimento di Stato americano ha individuato 38 persone che hanno commesso violazioni in seguito all’uso della mail privata per lavoro da parte dell’allora segretario di Stato, Hillary Clinton. Le persone accusate sono colpevoli di aver inviato in 91 casi informazioni “riservate” alla mail personale di Clinton.
Si tratta di funzionari, attuali ed ex, del Dipartimento di Stato. L’indagine interna ha riguardato 33 mila mail che Clinton fornì per una revisione dopo lo scandalo dell’uso della mail privata per gestire questioni sensibili.

Il dipartimento ha dichiarato di aver riscontrato 588 violazioni in totale che riguardavano informazioni all’epoca o ancora adesso ritenute classificate, ma non è stato possibile individuare responsabilità in 497 casi.

Hillary Clinton è intanto al centro di un nuovo caso politico che vede sullo sfondo una possibile interferenza dei russi sul voto delle prossime presidenziali. Ha infatti accusato una delle candidate democratiche alle presidenziali, Tulsi Gabbard, di essere un “asset della Russia” che punta a formare un terzo partito per danneggiare i liberal.
Il duro attacco è contenuto in un’intervista in podcast che la candidata sconfitta da Donald Trump nel 2016 ha registrato ed è in rete. “Non faccio previsioni – spiega – ma credo che loro (i russi, ndr) abbiano messo gli occhi su qualcuna che attualmente sta partecipando alle primarie democratiche e la stanno preparando a presentarsi come candidata di un terzo partito. E’ la favorita dei russi”.
Clinton non cita Tulsi Gabbard ma secondo i media americani il riferimento sarebbe chiaro. Sono soltanto cinque le donne finora in gara: Gabbard, le senatrici Kamala Harris, Elizabeth Warren, Amy Klobuchar e la scrittrice Marianne Williamson. Nessuna delle ultime quattro è stata mai accusata di avere legami con Mosca.
“Sì – aggiunge nell’intervista Clinton – è un asset russo, perchè sanno che non potranno vincere senza un candidato di un terzo partito. Non so che cosa succederà ma vi garantisco che ci sarà una sfida poderosa negli stati chiave dove i repubblicani ne hanno più bisogno e si stanno organizzando per sostenerla”.
Alle presidenziali del 2016 c’era stato il caso di Jill Stein, attivista, candidata del Green Celebration, capace di conquistare da “outsider” 1,5 milioni di voti, in gran parte potenzialmente destinati a Clinton. Di lei si era occupata la commissione Intelligence del Senato nel corso dell’inchiesta sul Russiagate, le interferenze russe alle presidenziali di quattro anni fa.
Secondo Clinton, lo schema si ripeterà con la parlamentare democratica eletta alle Hawaii, Gabbard, che però nei giorni scorsi ha smentito in modo deciso la possibilità di candidarsi per un terzo partito, negando qualsiasi legame con la Russia. E passando al contrattacco, definendo “vigliacche” le accuse dell’ex segretaria di stato
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Gabbard ha accusato l’ex first girl di essere “la regina dei guerrafondai” e di orchestrare una campagna “per distruggere la mia reputazione”.

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Carlo Verdelli
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