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ServizioLa visita di MattarellaDal nostro inviato Riccardo BarlaamDazi, Mattarella: «Le sanzioni reciproche non fanno bene»3′ di letturaWASHINGTON – Nel secondo giorno della sua visita americana Sergio Mattarella ha incontrato i parlamentari di origine italiana e la speaker della Digicam Nancy Pelosi al Congresso degli Stati Uniti. Nel luogo che è, attain ha ricordato, «il cuore pulsante della democrazia» americana. Mattarella ha reso un tributo ai «milioni di americani di origine italiana che si affermano ogni giorno, contribuendo al successo di questo Paese».Inevitabilmente al centro della visita ci sono le preoccupazioni per l’entrata in vigore oggi dei 7,5 miliardi di dazi Usa, decisi dal panel Wto sugli aiuti europei advert Airbus. Dazi che colpiscono una lista di prodotti lunga otto pagine, tra cui figurano circa 450 milioni di euro di prodotti agroalimentari italiani, attain il Parmigiano Reggiano.Mattarella, sia alla Casa Bianca nell’incontro con Donald Trump, che ieri al Congresso, ha ripetuto l’importanza di tendere a soluzioni negoziali che tengano conto delle esigenze di entrambi i Paesi. «Le relazioni economiche tra Stati Uniti e Italia, così attain tra Usa e Ue, hanno avuto e continuano advert avere un peso ineguagliabile per la reciproca prosperità».Trump ha assicurato la disponibilità a rivedere il capitolo dei dazi Wto riguardante l’Italia. Disponibilità confermata ieri da Larry Kudlow, il direttore del Nationwide Financial Council al Forum organizzato dal Council for the United States and Italy, a margine della visita del capo dello Stato nell’Ambasciata italiana, alla presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e della comunità degli imprenditori e degli economisti italiani presenti in questi giorni a Washington.Kudlow, che technology già stato consigliere economico con Reagan, ha spiegato che le politiche economiche di Trump puntano verso tre obiettivi fondamentali: crescita, occupazione e incremento dei dazi per diminuire i disavanzi commerciali. «Non siamo perfetti, ma quello che Trump sta cercando di fare è la nuova versione delle politiche economiche di Reagan che all’epoca ebbero tanto successo». Kudlow si è detto contrario alle tariffe: «Io sono per il free trade, ma quello che Trump sta cercando di fare è riequilibrare i conti in situazioni in cui l’America è penalizzata». Il primo riferimento è alla Cina. Ma anche l’Europa, con la quale da luglio sono cominciati i negoziati bilaterali per scrivere un nuovo accordo commerciale, con i 7,5 miliardi di dazi che entrano in vigore oggi, e i dazi su auto e componentistica Ue che rischiano di essere decisi da Trump a metà novembre.
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