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VENEZIA Il giorno dopo la lunga notte con la marea eccezionale a 187 centimetri, poco sotto il livello raggiunto con l’alluvione del ‘66, la città fa i conti con danni ingenti, disagi e un bilancio della tragedia che nella notte ha fatto registrare anche due morti, entrambi a Pellestrina. All’anziano di 78 anni, Giannino Scarpa, rimasto fulminato mentre cercava di some distance ripartire le elettropompe nella sua casa allagata, si è aggiunto infatti un secondo abitante dell’isola, trovato morto anche lui in casa, probabilmente per trigger naturali. E la paura non è finita. La marea è salita di nuovo mercoledì mattina, allagando la città. Venezia potrebbe restare ancora per giorni «ostaggio» delle alte maree eccezionali. Il Centro maree del Comune, infatti, prevede altre massime su livelli molto alti: per giovedì 14 novembre 130 centimetri, verso le ore 11, e 140 centimetri venerdì 15, sempre a metà mattinata, mentre il valore della punta massima dell’acqua alta prevista per le prossime ore è di 120cm alle 23.35 di mercoledì sera. Il presidente del Consiglio si recherà a Venezia dopo aver inaugurato l’anno accademico a Camerino. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

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Acqua alta, San Marco: danni e sopralluoghi
Alle 12 il presidente della Regione Zaia farà il punto della situazione con il capo dipartimento della Protezione civile Borrelli e il sindaco Luigi Brugnaro, insieme al Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, che dice: «Siamo contenti quando i ministri vengono a inaugurare manifestazioni a Venezia. Vorremmo però risposte sugli apparati di sicurezza da parte del governo per la sicurezza della nostra città». «Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi», ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, in collegamento con Mattino 5. Causa acqua la sede del Consiglio regionale non sarà agibile per la sessione di bilancio di giovedì e la riunione si terrà nella sede della Provincia di Treviso.

La devastazioneBarche spinte dal vento nelle calli, pontili degli imbarcaderi distrutti, ovunque nella luce del primo mattino i segni di devastazione causati dalla marea eccezionale. Si presenta così Venezia il giorno dopo l’«acqua granda» – così fu definita quella file dell’alluvione 1966 – di questo 2019. In Calle delle Razze, vicino piazza San Marco, è ancora incastrato un motoscafo spinto a terra da una tromba d’aria che martedì, verso mezzanotte, si è abbattuta sull’apartment marciana mentre infuriava la mareggiata. È stato proprio il vortice di vento a 100 chilometri orari a fare una strage di gondole e altre imbarcazioni. Anche la sede municipale di Ca’ Farsetti, affacciata sul Canal Grande, è rimasta isolata. Piazzale Roma appare insolitamente deserto. Il tram da e per Venezia funziona con servizio sostitutivo su autobus. Due vaporetti sono affondati e si stanno recuperando i resti. Moltissimi bar e ristoranti sono chiusi per l’inagibilità dei locali e dei magazzini, finiti sott’acqua compromettendo la merce.

Il Gran Caffè Quadri: cucine fuori usoIl Gran Caffè Quadri, l’anima veneziana della tristellata famiglia Alajmo delle Calandre di Rubano, è stamane un guscio vuoto affacciato sul silenzio surreale di Piazza San Marco. L’ondata di marea ha invaso le cucine del retro, nonostante la vasca che avrebbe dovuto proteggere dall’acqua, con danni ingentissimi, mentre i locali di piano terra del ristorante firmato da Philippe Starck, affacciati sulla Piazza, sono stati sommersi da 102 centimetri d’acqua. Lo racconta all’ANSA Raffaele Alajmo, spiegando che la traccia dei 187 centimetri che hanno affondato Venezia martedì notte è ancora presente sugli arredi in ottone e sugli stucchi recentemente restaurati e ora danneggiati. «Quando arrivano 50-60 centimetri possiamo farcela – spiega Alajmo – ma con una marea così, con un’onda che sbatteva impazzita contro le nostre vetrine, non c’è stato nulla da fare. Le cucine sono fuori uso, siamo al momento senza corrente». Alajmo non nasconde la sua amarezza. «Quando accadono queste cose – commenta – capisci quando l’uomo è impotente. Questa notte non c’è stata un’acqua alta normale ma un vera e propria esondazione».

Colpite la Fenice e la Partigiana di Carlo Scarpa L’acqua «granda» che ha colpito Venezia non ha risparmiato il Teatro La Fenice. L’acqua non ha intaccato la struttura del teatro ma ha invaso le aree di servizio rendendo inutilizzabile (è stato disattivato) il sistema elettrico e quello anti incendio. Lo rende noto all’Ansa il sovrintendente Fortunato Ortombina che dice «stiamo lavorando per ripristinare quanto fuori uso, tutte le pompe idrauliche sono in funzione». Alla Fenice è attesa l’inaugurazione della stagione lirica il prossimo 24 novembre con il Don Carlo di Giuseppe Verdi. «Oggi abbiamo sospeso le exhibit – dice Ortombina – ma la sfida per La Fenice e ancor più per la città di Venezia è quella di andare in scena regolarmente con la prima».

Il luogo dove sorgeva il monumento alla «Partigiana» di Scarpa

La cripta della Basilica martedì mattina alle 7

Principio d’incendio a Ca’ Pesaro e intervento vigili del fuocoI vigili del fuoco hanno effettuato oltre 170 interventi in Veneto per il maltempo e  l’eccezionale Acqua alta. Nel centro storico di Venezia  e nella laguna le situazioni più critiche con l’acqua alta che ha completamente invaso l’isola Pellestrina. Diversi incendi si sono verificati nella notte  a causa delle centraline elettriche invase dall’acqua. Un incendio già spento è in fase di ultimazione interessato il museo Ca’ Pesaro con il parziale crollo di un solaio a piano terra. Incendio anche in un edificio commerciale del Lido. Le squadre dei Vigili del Fuoco stanno operando insieme con personale del nucleo sommozzatori per liberare la circolazione acquea a causa dell’affondamento di diversi natanti,che hanno rotto gli ormeggi. A Venezia già effettuati Oltre 100 interventi e altri 100 sono in attesa. L’elicottero Drago 71 dei Vigili del Fuoco sta effettuando un sopralluogo sull’isola di Pellestrina per individuare i luoghi più idonei per piazzare le pompe  advert alta capacità di aspirazione. Il dispositivo di soccorso è stato rinforzato con personale arrivato dei comandi limitrofi. In mattinata a Venezia arriverà anche il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco Fabio Dattilo accompagnato dal capo dell’ emergenza Guido Parisi e il capo della protezione civile Angelo Borrelli.

Il ministero«Il ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo ha attivato l’unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale eventualmente danneggiato dall’eccezionale alta marea che sta colpendo Venezia». Lo comunica il segretario Generale del Mibact, Salvo Nastasi che sottolinea «che da martedì il ministero sta seguendo passo passo l’evolversi della situazione».

Un taxi portato in riva dalla marea

I danniLa città è devastata, resa irriconoscibile dalla potenza dell’acqua e dal vento, che al Lido nella notte ha soffiato a 125 chilometri all’ora, a 100 a Riva degli Schiavoni, un combinato disposto che ha sradicato gli alberi nuovi piantati a Sant’Elena, e rendendo il percorso da Sant’Elena a San Marco un tappeto di vaporetti arrivati a riva e di alberi caduti. Le raffiche di vento hanno abbattuto le colonne di marmo e la muretta sempre di marmo caratteristica dei Giardini. Nella notte i pontili di Lido, Arsenale e Giardini sono stati divelti. Il pontile di Santa Maria Elisabetta, al Lido, è stato ritrovato a San Nicoletto.
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Venezia, acqua alta: il risveglio drammatico della città

I disagiLo stesso Centro Maree del Comune è stato vittima della mareggiata che ha danneggiato le linee telefoniche, e per questo non è contattabile, se non con i canali Telegram Centro Maree Informa, Centro Maree avvisa, e il sito cyber web. Problemi anche per alcune sirene dell’acqua alta fuori uso. Le line Actv sono regolarmente in funzione . I vaporetti possono essere fermati per motivi di sicurezza solo quando la marea supera il metro e 50, ma i collegamenti con le isole e col Lido sono difficili; alcuni pontili sono privi di personale perché non sono riusciti advert arrivare da Chioggia. Le scuole di ogni ordine e grado, comprese le Università sono chiuse.

Gondole finite in riva

I contiIl Comune di Venezia invita ufficialmente i cittadini e le imprese della città a documentare i danni subiti dalla marea eccezionale di martedì sera. L’amministrazione presenterà infatti la richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Tutti i cittadini e le imprese raccolgano materiale utile a dimostrare i danni subiti con fotografie, video, documenti o altro – scrive il sindaco Luigi Brugnaro – Nei prossimi giorni comunicheremo le modalità staunch per la richiesta di contributo».

13 novembre 2019 (modifica il 13 novembre 2019 | 12: 25)
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