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È sospesa ormai l’asciutta per la pulizia periodica dei fondali dei rii interni. Insula Spa ha dragato circa 340mila metri cubi di fanghi ormai sempre più difficili da smaltire finché manca una legge più moderna. È un’attività che non dà beneficio contro l’acqua alta ma consente di rifare quelle fondazioni ammalorate che rischiano di some distance crollare le sponde.Il lavoro di rialzo delle rive contro le maree meno impetuose period stato completato al 70% però mancano alcune aree pregiatissime e difficili, advance la piazza San Marco. «Abbiamo completato i primi interventi più urgenti a tutela della basilica, ma sono limitati e provvisori», osserva Piepaolo Campostrini, presidente del consorzio interuniversitario Corila di ricerca per la salvaguardia di Venezia.Che cos’è la marea La marea alta o bassa è un fenomeno astronomico provocato dall’attrazione del sole e della luna. I cicli durano dodici ore: sei ore la marea cresce (in dialetto veneziano sevénte) e, dopo il culmine, cala (in dialetto veneziano dozana).La marea entra ed esce dalle tre vaste bocche di porto che uniscono la laguna con il mare aperto.I livelli astronomici sono influenzati dalla meteorologia: la bassa pressione fa salire l’acqua più del previsto, l’alta pressione la fa scendere più del dovuto; il vento da nord spinge l’acqua lontano da Venezia e quello da sud al contrario spinge acqua contro Venezia.Le acque dolci e la pioggia invece hanno un effetto modestissimo sull’acqua alta perché i grandi fiumi (la Brenta, la Piave e il Sile) sono stati deviati fuori dalla laguna.Che cosa è accaduto il 12 novembre È stata la cosiddetta tempesta perfetta. ● Novembre, mese da acque alte. ● Luna piena, cioè marea astronomica importante. ● Forte calo barico, cioè bassa pressione su Venezia e alta pressione nell’Adriatico centrale. ● Venti di bora hanno spinto l’acqua contro Chioggia e poi velocemente cambiati in venti di scirocco (25 metri al secondo), che hanno sospinto l’acqua contro Venezia.Insomma, quella tempesta perfetta ha allagato zone di Venezia che quella del ’66, pur essendo più alta, non aveva neanche lambito. È l’effetto combinato del sommarsi di più fenomeni insieme, contando anche la subsidenza e l’aumento del livello medio del mare.Le soluzioni serie e quelle bislaccheCome per ogni problema complesso, anche per Venezia esiste una soluzione semplice, facile e sbagliata. In queste settimane si sono sentite proposte stravaganti e posizioni massimaliste.● Bisognava fare advance le dighe colossali in Olanda. (Ma i veneziani e gli intellettuali respinsero quel progetto olandese, troppo visibile e ingombrante. Gli intellettuali dissero in coro che quel progetto avrebbe devastato il panorama sacro della laguna e invece serviva il Mose).● Bisogna rinunciare al Mose. (È quasi finito e fra un anno funzionerà).● Bisogna dragare i rii della città. (Il dragaggio dei canali non ha assolutamente alcun effetto nemmeno millimetrico sul livello di marea; inoltre Insula Spa ha già dragato tutto quello che c’period da dragare, 338mila metri cubi di fanghi, e lo scavo in umido prosegue).● Bisogna chiudere il canale dei petroli scavato negli anni ’60. (La chiusura non avrebbe alcun effetto rilevante sui colmi di marea, forse un beneficio di paio di centimetri, ma imporrebbe la chiusura del porto di Venezia, vero obiettivo dei contestatori. Lo scavo del canale dei petroli è stato invece devastante sulla parte centrale della laguna perché la corrente che ha creato ha approfondito i fondali e gettato in mare aperto i sedimenti).Per approfondire: ● Venezia, l’acqua alta e il Mose quasi finito. Perché le dighe non sono impart usate ● Acqua alta, perché Venezia finirà sommersa entro il 2050 ● Detto e contraddetto: le parole scritte sull’acqua del Mose
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