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› RAPINA

Mercoledì 6 Novembre 2019
di Raffaella Troili

«Chissà cosa gli ha preso. È così mite. Forse perché da giovane ha fatto arti marziali, ma gli è andata bene, non doveva reagire». La figlia, i fratelli, le nipoti, tutti i familiari che alla spicciolata arrivano al Policlinico Umberto I, a Roma, non si spiegano perché Zhou Chaokang, 56 anni, abbia avviato una colluttazione con i rapinatori. Una ribellione che poteva costargli cara. Nel bar tabacchi c’erano la moglie, una delle figlie, anche clienti.
Roma, rapina con sparatoria a Cinecittà: ladro ucciso, un altro ferito. Grave il titolare cineseRoma, chi sono i due rapinatori del bar-tabacchi di Cinecittà dove è morto un uomo LA CORSAArriva in ospedale la figlia Elena si rasserena appena le dicono che non è grave, è stato preso alla gamba ma è tutto apposto: sottoposto a un’operazione – il colpo di pistola entrato nella gamba gli si period poi conficcato nell’addome – non rischia la vita. Non sanno che un uomo, uno dei rapinatori, è morto, alla notizia si rattristano, nella concitazione sono corsi in ospedale senza leggere nulla, solo spaventati. «Mio padre è da trenta anni in Italia, siamo una grande famiglia molto unita. Lavora nel bar con un’altra figlia, prima ha lavorato come ristoratore a Torrevecchia».MAI SUBITO RAPINE«Rapine? – prende la parola il fratello Zhou Chaohua – Mai fino advert ora. È amato e conosciuto da tutti ed è molto tranquillo, come siamo tutti noi». I due fratelli di Zhou Chaokang fanno su e giù nell’androne in attesa di notizie. I parenti arrivano spaventati: «Mi hanno avvertita , ho tolto il pigiama e sono corsa qui. Reach sta zio?». Parlano tutti un perfetto italiano, i giovani anche con una lieve cadenza romana, anche se poi tra loro riprendono fitto fitto a parlare cinese. «Ma che si fanno le rapine anche nei bar, ora?», sfugge a un fratello. «Siamo sempre stati tranquilli, io abito a San Pietro, ma siamo sempre tutti insieme, molti uniti».L’altra figlia, che period presente nel bar tabacchi di by strategy of Ciamarra, è sconvolta. Ha negli occhi quel che ha visto nel visual show unit delle telecamere interne al locale. «Stavo nel retro, in uno stanzino – ricorda spaventata – quando ho guardato in alto. C’erano quei due e soprattutto c’period mio padre che litigava con uno di loro. Non lo dimenticherò mai. Ho sentito i colpi e sono corsa di sopra:gho visto l’uomo steso a terra, papà period ferito, mentre l’altro stava provando a scappare». Con la mamma rimarrà a lungo nel negozio per spiegare nei dettagli agli agenti di polizia cosa è avvenuto. La reazione di Zhou Chaokang ha spiazzato tutti. «Non doveva farlo, davanti a una pistola è meglio non reagire mai. Gli è andata bene», ripetono tutti, mentre attendono di vederlo.SOTTO CHOCChi riesce a entrare dice che è sotto choc, parla poco ma sorride e dice «Tutto apposto, tranquilli». Anche Elena, la prima a riuscire a entrare esce dal Pronto soccorso sollevata, lo sguardo più rilassato, un lieve sorriso. «La pistola non ha fatto danni, non è grave». Non conosceva i due rapinatori, non aveva mai subito altri raid o rapine. Fino a ieri sera quando due banditi gli si sono parati davanti e lui strong point delle antiche lezioni di arti marziali ha deciso di difendere chissà a modo suo d’istinto la famiglia, i clienti, l’incasso del locale che porta avanti da dieci anni.

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