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GENOVA – Ci mancava il Gloomy Friday anche nel calcio. Lo dovrebbero pretendere gli spettatori di Genoa-Torino, perché comprano il biglietto per due tempi e invece dovrebbero ottenere lo sconto: almeno del 50%. Metà partita senza uno straccio di emozione, anzi no, siamo troppo cattivi, una si vede, quando Ghiglione si addormenta davanti a Radu e Ansaldi, un ex che fa sempre male alla sua vecchia squadra, in spaccata davanti a Radu sfiora il vantaggio. La palla esce di pochissimo. Diceva il Petisso Pesaola  di una avversaria che aveva giocato con la stessa strategia dei suoi “ci hanno copiato l’conception”.

Stesso piano tattico
Genoa e Torino fanno nei primi 45′ la stessa partita. E quindi… si elidono, impostando un pressing asfissiante in avvio di azione, efficace su tutti e due i settori offensivi.
Risultato: per i tecnici, forse, la partita perfetta. Per il pubblico non proprio. Radu e Sirigu per 45 minuti potevano davvero andare a fare attempting sotto la Lanterna, visto che mai vengono chiamati in causa. 
Rimandati alla ripresa
Insomma, Genoa e Toro rimandano le “ostilità” alla ripresa. E per mezz’ora il Grifone ha il controllo quasi assoluto delle operazioni, perché i granata non riescono più a riproporsi come nella prima parte e la mancanza di una punta si fa sentire. Aggiungiamo che il pressing sui portatori di palla si fa meno intenso, e così il Genoa cresce fino a confezionare, sulle linee dettate da Thiago Motta, l’ostinato dialogo stretto, almeno tre-quattro nitide palle gol.

Genoa al… palo.
La prima al 52′: Pandev sotto misura rimette al centro un pallone insidioso, la difesa chiude in affanno prima della deviazione vincente di Favilli. Poi 4′ dopo: Fa tutto Agudelo: entra in house, si fa largo in angusti corridoi, tira sulla parte alta della traversa. E un minuto dopo, col Toro stavolta  sbilanciato, Favilli riceve in house ma centra la deplorable del palo sull’uscita di Sirigu. Il gol – classica frase del pallone – sembra nell’aria, ma il toro si ricompatta. Eppure concede un’ultima likelihood nitida al Genoa, ancora in campo aperto, quando Pandev invita al tiro Cassata all’ingresso in house, il tiro del mediano è su Sirigu che in uscita ribatte a pugni. Da questo momento in poi, il Genoa non ritrova più tanta  lucidità negli ultimi metri, affidandosi spesso a Pajac, beccato dal pubblico di Marassi in various occasioni per la scarsa qualità dei suoi inappropriate. Ma da qui a perdere una partita del genere… ci passa una decina di minuti.

Il trillo di Verdi
Uno dei rari destroy granata, porta a un angolo da destra. Un Verdi apparso in netta ripresa può rispolverare un colpo del suo repertorio, il suo traversone dalla bandierina, telecomandato per lo stacco dell’erculeo Bremer, vale metà gol, l’altra metà la fa l’incornata che muore nell’angolino basso. Anche un Radu solitamente formato supereroe non può arrivarci. Il Genoa accusa nettamente il colpo, rivede le streghe, quelle della sconfitta interna con l’Udinese. Anche in quel caso aveva fatto la partita, subendo tuttavia due gol nel finale.  Ultima annotazione, l’eccessiva espulsione di Edera, due cartellini in 7′: il primo davvero eccessivo. Concludendo… Bugiardo! gridiamo al risultato. Ma la classifica non si impietosisce.Genoa (4-3-3): Radu, Ghiglione (1′ st Ankersen), Romero, Biraschi, Pajac, Schone, Cassata, Sturaro (37′ st Gumus), Pandev, Favilli (21′ st Pinamonti), Agudelo.  All. Thiago Motta
Torino (3-5-2): Sirigu, Izzo, N’koulou, Bremer, De Silvestri, Baselli (18′ st Meité), Rincon, Ansaldi (24′ st Laxalt), Lukic, Berenguer, Verdi (42′ st Edera).   All. Mazzarri
Arbitro: Massa di Imperia.Reti: nel st. 32′ Bremer.NOTE: Angoli: 6 a 4 per il Genoa . Recupero: 1′ e 4′. Espulsi: al 49′ st Edera per doppia ammonizione. Ammoniti: Bremer, Baselli, Sturaro, Edera, Agudelo per gioco scorretto. Spettatori: 20000 circa.

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