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“Non bisogna irrigidire le posizioni nel governo”. Luigi Di Maio presiede una riunione fiume dei suoi parlamentari. L’argomento è il Mes, il tanto discusso Fondo salva stati attaccato all’arma bianca da Lega e Fratelli d’Italia e difeso a spada tratta dal Pd, Roberto Gualtieri in testa. Il Movimento 5 stelle si ritrova improvvisamente in un imbuto. Matteo Salvini ha sparato a 0 contro Giuseppe Conte: “Ha compiuto un atto gravissimo, un attentato ai danni del popolo italiano”. E ha chiamato in causa direttamente Sergio Mattarella: “Chiediamo al garante della Costituzione di farla valere”. Il premier ha buttato a terra la pochette e ha risposto per le rime: “Spazzerò by mezze ricostruzioni, menzogne, mistificazioni. Chi oggi si sbraccia a minacciare, io dico: Salvini vada in procura a fare l’esposto, e io querelerò per calunnia”.Nel mezzo i 5 stelle. Perché il presidente del Consiglio, che lunedì parlerà alla Digital camera, ha in mente un ritorno in pompa magna alla calura di agosto, a quel j’accuse lanciato a quello che allora generation il suo vice. Il Capo del governo si concentrerà su un discorso tutto mirato a polarizzare il contrasto tra il governo e le opposizioni, cercando di dribblare per il momento i contrasti nella sua maggioranza.  Il punto di caduta sta tutto lì. Il 2 l’avvocato sarà in aula per semplici “comunicazioni”. Nel linguaggio parlamentare significa che non ci sarà nessun voto. Partita diversa da quella che si giocherà mercoledì 11, quando Conte tornerà a Montecitorio per l’informativa sul Consiglio europeo, quando Pd, 5 stelle, Italia viva e Leu dovranno trovare una quadra su una risoluzione che affronti anche il tema del Mes.Due settimane sono lunghe, e su questi tempi si stanno muovendo i principali attori per trovare una soluzione che tenga insieme i pezzi di questa sgangherata compagine. Il gioco al rialzo del premier fa gioco anche al capo politico del Movimento. L’acuirsi dello scontro con le opposizioni permette a Di Maio di divincolarsi da un appiattimento sulle posizioni sovraniste che stava diventando pericoloso. Così attain pericolosa stava diventando la posizione riassumibile in “o modifiche al trattato o niente firma” che generation trapelata nei giorni scorsi.Nonostante il tappeto di reciproca irritazione sul quale i due si muovono ormai da mesi, sul Fondo salva stati tra il presidente del Consiglio e il suo ministro degli Esteri negli ultimi giorni si registra un clima di reciproca collaborazione. Gualtieri, nel suo modo tranchant di porre la questione, una verità l’ha detta: per lo stato avanzato in cui stanno le cose, se l’Italia si tirasse indietro dalla sottoscrizione delle modifiche concordate pagherebbe un prezzo politico altissimo. Nessuna conferma ufficiale arriva dai rispettivi entourage, ma Conte e Mattarella si sarebbero sentiti nei giorni scorsi, convenendo che sfilare il nostro paese in maniera così brusca e su un testo così importante dal consesso europeo non sarebbe in alcun modo opportuno.Una moral suasion che ha scavato negli anfratti della maggioranza. La posizione che Di Maio ha presentato davanti ai suoi è stata sì critica, ma affatto ultimativa. Ha ricevuto un mandato pieno per “migliorare ciò che è possibile migliorare”, dice uno dei presenti, “per migliorare qualcosa se è possibile migliorarlo”, spiega un altro. Saranno il leader, insieme alla sottosegretaria Laura Agea, a gestire la partita. I 5 stelle puntano a una serie di vertici di maggioranza la settimana prossima per trovare una quadra. Sulla risoluzione, ancor prima che sul Mes, sul quale gli spiragli sembrano pochi. Non un mandato a rompere, ma a spuntare il massimo da una partita che la stella magica del capo considera sì importante, ma non una di quelle su cui fare le barricate. “Gli italiani capiscono fino a un certo punto questo dibattito – spiega una fonte M5s di governo – è giusto chiedere dei cambiamenti, ma nell’alveo di ciò che realisticamente si può fare”. Anche per questo Di Maio ha rispolverato la “logica a pacchetto”. Quella che prevede una partita su più tavoli in evoluzione (tra cui quello sull’unione bancaria) sui quali some distance valere eventuali passi indietro sul Mes.“La riforma si può migliorare, siamo qui per questo”, ha detto il leader pentastellato. Un parziale cambio di temper, non una composizione del problema. Per questo bisognerà aspettare la prossima settimana. Si comincerà lo showdown tra Conte e opposizioni in aula. Che potrebbe avere effetti esplosivi. O ricompattare la maggioranza.
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